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lunedì 24 marzo 2014

Pesci, amiche care


Marzo. Mese dei "Pesci".
Le amiche del cuore. Sorelle, Madri, Figlie.
Specchio indispensabile per testare le misure del vivere.
Bene prezioso. Regalo speciale, non a tutti dato.


Venute dal Tempo, impastate nel Tempo condiviso.
Nella trama di momenti unici, vitali.
Quelli che marcano Confini.
Il Prima, il Dopo.


Giovanna e Luana.
Nate di marzo.
Impulsive, forti nei colori, nei contrasti, nel tanto che sono, nel tanto che danno.
Senza di loro non sarei quella che sono.
E non è un modo di dire.

Grazie e ancora, grazie.
Con amore, Duni

martedì 5 febbraio 2013

LATO


"Hai visto, Pasticcio, come ormai è passato questo pomeriggio, grigio, umido, penoso, e come dalla foschia del cielo stanno spuntando le stelle?
Quello era il lato tragico della vita. Ora sei già sull'altro lato"

Da Sottosopra di Milena Agus


Chiudo gli occhi e sono là, "GIA' SULL'ALTRO LATO".

giovedì 3 gennaio 2013

GUARDANDO UN ATTIMO INDIETRO...II PARTE


Luglio. E sono 50. Tutto l'anno gira intorno a questo passaggio che sento così importante. Si chiude una fase, se ne apre un'altra. Un tempo per raccogliere quanto finora è germogliato, un tempo - spero - per far nascere nuovi semi...
Regalo fra i regali la laurea di Francesco proprio il 24!
Agosto. Inaspettato arriva anche un viaggio in bicicletta. Forse non avventuroso come spera di fare prima o poi l'Amore, ma comunque molto appagante. 
Settembre. Sono le vacanze vere, lunghe. Con tutta la libertà del tempo e del camper. Quelle nel ventre delle origini, l'Isola, la terra dove più mi sento "intera", nel mio posto. Accarezzo l'idea di rimaner qui per sempre...
E invece al ritorno la sorpresa più grande: divento nonna!!! E sono immensamente felice...
Ottobre. Mi dicono che sto perdendo già il capo e forse e vero. Seguo un ciclo di incontri che parla di neonati, mi tuffo nelle carrozzine per osservare i piccoli...Sogno continuamente questa creatura...Un pò maschio, un pò femmina. Poi decido: si è una femmina! Stasera sapremo...
Novembre. Novembre fino a qualche anno fa era per me un mese durissimo. Quello in cui sentivo andare via ogni energia e tutto si faceva pesante pesante, al di là delle condizioni oggettive. E' stato invece un mese dolce in cui, ancora lontana dalla frenesia del Natale, ho goduto di tante piccole cose.
Dicembre. Stress da regali, da folla, da convenzioni. Segnale di quanto sto cambiando e di quanto desidero che le cose cambino intorno a me. L'Amore quest'anno ha fatto un albero bellissimo frutto di un pomeriggio speciale sul mare, a cercare rami. Essenziale, autentico, vero. Senza spreco. Come vorrei che fossero i Natali d'ora in poi.

Mi sono un pò emozionata a scrivere lungo questo post.
Ritornare a questi 365 giorni ha voluto dire rivivere tanti frammenti importanti  che mi hanno resa ancora diversa, sicuramente più ricca e consapevole.
La parola che sovrasta è un GRAZIE enorme per tutto l'Amore e la Bellezza di cui mi sento circondata. 
Spero di essere anch'io, sempre di più, portatrice di questo Amore e di questa Bellezza.
Ancora, un abbraccio e un grande augurio di cuore: Buona Vita a tutti!!!

mercoledì 2 gennaio 2013

GUARDANDO UN ATTIMO INDIETRO...I PARTE

Ogni tanto accadono miracoli. Non era mai successo: 2 gennaio e foto dell'anno precedente già perfettamente ordinate! Così oggi, mentre davo gli ultimi ritocchi, complice anche il post di Signorina Silvietta, e consapevole di quanto blanda sia la mia memoria, sono andata a pescare qua e là lungo questo bellissimo tempo. Tempo maturo, sereno, pieno di Amore a cui guardo con gratitudine immensa. 
  
Gennaio. Serenità, vicinanza, piacere delle piccole cose
 
Febbraio. Nonostante il gelo fuori mi sento in pieno movimento. Inizio felice il corso di Bones for Life e me ne innamoro sempre di più...
Marzo. Si chiude un cerchio. Due cuori si incontrano nuovamente ed è subito Amore. Forte, assoluto, muove loro, muove intorno...
Aprile. Primavera. Si parte. Andalucia. Tutto bellissimo eppure sono giorni velati di malinconia, come questo tramonto sivigliano...
Maggio. Il tuo compleanno più bello finora, Amore mio. Donna. Piena, innamorata, felice...
Giugno. Dopo tante sere passate su internet, dopo tanti dubbi abbiamo finalmente un nuovo compagno di avventure. Anzi è una "lei".
Si chiama Jenny e le vogliamo già un gran bene...

Il resto a domani...

SI INIZIA CON L'ARCOBALENO...


Primo dell'anno al mare. Corsa, routine energetica sulla spiaggia sotto un cielo plumbeo e avvolgente, pranzo buono nel tepore del camper e tornando verso casa, con la pioggia e il sole, il miracolo dell'arcobaleno. Cosa voler di piu'...?

lunedì 31 dicembre 2012

INTENSITÀ' E AMORE

Ultimo giorno dell' anno. Un tramonto mozzafiato e due parole che si materializzano da sole: INTENSITÀ E AMORE.
Il desiderio e l'augurio più grande per questo nuovo tempo che nasce...




giovedì 27 dicembre 2012

SILENZIO E PACE

Duni Sapienza, "Che ben venga...", dicembre 2012
Natale è passato...e pure S. Stefano.
Scelta radicale quella di tirarmi fuori da ogni festeggiamento, in qualsiasi forma. Scelta che ha suscitato perplessità, qualche mugugno, dispiacere per chi mi sente ormai parte integrante della "Famiglia Allargata".
Non è stato facilissimo ma era veramente quello che volevo. 
Ho finito un quadro a cui tenevo e che volevo concludere in quest'anno.
Ho letto, studiato, fatto silenzio.
Silenzio invernale.
Silenzio che rammenda.
Rimette insieme il tessuto della Vita, quegli strappi che inevitabilmente si creano nel vivere e che ritmicamente hanno bisogno di essere ricongiunti, prima che diventino troppo grandi.
Ora mi sento centrata, leggera; con tanto ancora da andare a cullare ma in pace.
Questi giorni prima della fine dell'anno hanno un'energia particolare, sono giorni speciali.
Giorni di setaccio
Di raccolta e nuova semina.
Giorni preziosi, che mi e vi auguro di vivere con intensità e amore...

domenica 23 settembre 2012

EQUINOZIO D'AUTUNNO

Equinozio d'autunno. Il tempo fila le stagioni. Luce e ombra in perfetto equilibrio.
Altro stato, anche per me. Silenziosa. Fluttuante. Fra un attimo un nuovo passo.
Avevo bisogno di dare spazio al mio ego, prendere posto, riempire la scena. L'ho fatto. In una libertà di tempo e di azione che mai avevo conosciuto. E' stato fondamentale sperimentare; in fondo non sapevo se sarei stata capace. Un'estate importante. Ora posso scendere dal palcoscenico e tornare a costruire lo spettacolo anche dietro le quinte, insieme a tutti gli altri.
Rallentare i ritmi e le aspettative. Godermi un nuovo autunno. Morbido e caldo di amicizia e d'amore.
Buona stagione nuova a tutti!
Da soli non si va da nessuna parte.

domenica 5 febbraio 2012

L'ACCABADORA: LA VITA E LA MORTE NELLA SARDEGNA DEGLI ANNI CINQUANTA

"Sei nata tu forse da sola, Maria? Sei uscita con le tue forze dal ventre di tua madre? O sei nata con l'aiuto di qualcuno come tutti i vivi? [...] Altri hanno deciso per te allora, e altri decideranno quando servirà di farlo. Non c'è nessun vivo che arrivi al suo giorno senza aver avuto padri e madri ad ogni angolo di strada. [...] Io sono stata l'ultima madre che alcuni hanno avuto".
Michela Murgia, L'Accabadora, Einaudi 2009

L'ultima madre, "l'Accabadora", colei che finisce, che prende nelle sue mani la responsabilità di far accadere le cose quando "non accadono da sole". E' Bonaria Urrai, la vecchia sarta di Soreni, alta, segaligna, vestita dalla lunga gonna tradizionale e protetta da un ampio scialle di lana nera, donna di poche parole e pensieri precisi, temuta e rispettata da tutta la comunità. 
La storia è piuttosto lineare: un paese rurale della Sardegna negli anni '50, una donna mai sposata e senza figli e un'altra, vedova, che di figlie ne ha anche troppe e la "quarta", Maria, è proprio in più. Maria che ruba ciliegie ed è curiosa del mondo e che nella casa di Bonaria (della quale diventa "fill'e anima") trova spazio e rispetto, impara a cucire e ricamare, può studiare e colmare il suo desiderio di sapere. Ogni tanto Bonaria si assenta, spesso durante la notte, ma ci vorranno molti anni prima che la ragazzina scopra la ragione di quelle assenze. E sarà lei - a sua volta - dopo un percorso di consapevolezza tormentato e doloroso, ad aiutare Tzia Bonaria a lasciare il corpo terreno.


Il libro è uscito ormai da qualche anno ma l'ho letto solo ora: sono rimasta letteralmente incollata alle pagine, curiosa soprattutto che l'autrice ne svelasse piano piano il tema. Michela Murgia ha innanzitutto il merito, in quest'oggi in cui vecchiaia e morte sembrano il tabu' più grande, di restituirci un pezzo recente della storia del nostro Paese in cui c'era ancora una saggezza profonda che sapeva scegliere "mai, o quasi, dubitando, di non essere capace di distinguere tra la pietà e il delitto" quando la vita dell'altro meritava il rispetto di essere aiutata a lasciare andare il corpo, né più né meno come la levatrice, al momento giusto, lo aveva accolto in questa dimensione. Eutanasia? Direi rispetto, semplicemente rispetto...e umiltà, e pietà.
Scrive anche bene la Murgia; talvolta con frasi così precise e scolpite, da sembrare versi. Peccato che il romanzo risenta di una certa discontinuità, con capitoli molto belli a cui seguono altri meno riusciti. In generale tutta la prima parte del libro appare più risolta, mentre il finale è appensantito soprattutto dalle pagine ambientate a Torino, che sembrano quasi un appendice inutile alla storia. Anche il tratteggio delle due protagoniste mi è apparso un pò troppo semplificato e avrei voluto sapere di più dei chiaroscuri dell'anima di Bonaria e Maria. Ma a parte le considerazioni stilistiche, questa storia di donne e di vita (dove fra l'altro viene trattato anche il tema dell'adozione) è comunque uno dei libri più belli che ho incontrato nell'ultimo periodo e lo consiglio caldamente!
Con questo freddo cosa c'è di meglio di divano, plaid, tazzona di tè caldo e un buon libro?
Buona lettura e buona domenica a tutti!