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lunedì 25 giugno 2012

OGGI, ANCORA


Oggi è un nuovo giorno.
Oggi mi rinvento.
Oggi provo ad imparare, ancora.
Oggi provo a non aver paura.
Oggi provo a risentire quello che è importante, davvero.
Oggi provo a guardare, e ascoltare, sorridere e parlare...
Oggi provo un passo di tango.
Oggi provo ad essere felice.
Oggi provo ad amare.
Oggi mi abbraccio, con fiducia e tenerezza.
Oggi è il mio primo giorno d'estate.
Oggi riapro il respiro e lascio scorrere il sangue.
Oggi mi rimetto in Viaggio.

mercoledì 9 maggio 2012

ANDALUCIA E SPERDIMENTO


Andalucia. Viaggio di primavera. Siviglia, Granada, Cordoba e poi ancora Siviglia in festa per la Feria de Abril, sfavillante di mujeres fasciate in sontuosi abiti da flamenco.
Terra del sud, quella che più amo: cieli azzurri azzurri, odori intensi, case bianche, sorrisi e calore per le strade.

Bellezza: emozione fino alle lacrime davanti all’entrata dell’Alhambra, porta di un mondo incantato e pieno di spiritualità. 
Incastri perfetti e un viaggio scivolato via senza alcun intoppo.
Eppure sono tornata inquieta. Faccio sogni faticosi e l’ansia si aggruma in gola. Come se si fosse aperta una porta su non so bene cosa…in questi giorni mi sono sentita sconfitta, anzi incazzata nera per questa pesantezza a cui non riesco a dare ragione e nome. Probabilmente non ci sono risposte. Semplicemente, ogni tanto - così senza motivo apparente - si innesta un nuovo ciclo: il paesaggio si fa brumoso, il gelo entra dentro, non sai più come muoverti e pian piano anche la direzione verso cui stavi andando si perde nella nebbia.
Scalciare, darsi da fare, diventa inutile. Continui semplicemente a girare a vuoto. Stanca, vuotata.
Conta solo il silenzio e cercare - nel groviglio – il capo del filo, acchiapparlo forte e con quello in mano trovare la strada verso l'uscita del labirinto.
E da lì ricominciare a tessere - con pazienza e amore - il tempo, la storia di questa esistenza così esaltante e così difficile.
Almeno per me. Almeno per ora.

domenica 29 aprile 2012

VORREI, VOGLIO. DEVO.


Tanti i passi fatti. Lo so. Sono consapevole. Conosco da dove sono partita. Mi sarei anche potuta perdere. La fragilità vincere sulla forza. Ora vorrei di più. Voglio di più. Alleggerire gli ultimi pesi, abbandonare zavorre, aprire le ali, ancora. Guardo i miei quadri. Mi perdo dentro. So che devo fare - voglio fare - questo. Non è un opzione. Qualcosa che posso scegliere. Devo. Me lo devo. E' il mio modo di svelarmi il mondo, di entrarci dentro, di masticarlo e respirarlo, di farne parte. Di fare la mia parte.
Per questo sento dolore quando passa troppo tempo senza toccare pennello, incollare, mettere insieme. Dare forma. 
Eppure accade.
C'è una parte di me che mette freni e dice: "ma chi te lo fa fare, chi ti credi di essere, ma vai a farti un giro invece di stare qui a tirare fuori ed impastare non si sa cosa".
Stasera vorrei abbracciarla forte.
Abbracciarla forte e dirle di avere fiducia. Che non c'è pericolo se mi metto in mostra: non cerco l'approvazione o plauso di nessuno. Non rischio delusioni.
E che - soprattutto - non mi perdo. Che continuerà ad esserci posto per tutto.
Per l'amore, per gli affetti, le responsabilità e il cazzeggio. Per tutto. Ma il posto più grande ora, finalmente deve essere per questo. Per fare quello che ho sempre saputo di volere fare. Perché i sogni diventino sostanza. Per essere. Felice, autentica. Intera. Sulla strada. La mia.

venerdì 9 marzo 2012

PIANTATE IN TERRA COME UN FAGGIO O UNA CROCE: ELISABETTA SALVATORI RACCONTA DI CATERINA DA SIENA E DI BEATRICE DI PIAN DEGLI ONTANI

Immagine tratta dal sito: www.teatro.org

Ho conosciuto Elisabetta Salvatori qualche anno fa, invitata ad un suo spettacolo, "La Bella di Nulla", da un'amica. ". Da allora, quando so di un nuovo lavoro corro ad ascoltarla.
Elisabetta è esile, ha lunghi capelli scuri - con cui apre e chiude il viso - , luminosi occhi verdi. Piedi nudi, a tenere ben salda la scena, e mani che parlano con lei. Una voglia proprio vicino alla gola che il suo vestito di scena - bianco, ampio, dolcemente scollato - mette in evidenza. Una voglia che sembra segno del suo destino di "cantora", di raccoglitrice di storie. Perché è questo che Elisabetta con passione, rispetto, amore fa ormai da molto tempo. Cerca storie. Le avvicina, le fa scorrere dentro, le percorre, le mastica, le impasta, le rivolta, se ne colora tutta e poi pian piano, sulla scena spoglia - soltanto lei, un violino discreto, le luci - ce le restituisce attraverso la sua bella voce, le parole, il canto.
Questa volta parla di due donne: Caterina e Beatrice. L'una Santa, l'altra Poeta.
Donne di Toscana, vissute lontano, nel tempo e nello spazio, accomunate da rimandi che la sensibilità di Elisabetta ha saputo riconoscere. Di tutti, uno è arrivato al cuore: "entrambe non hanno paura di morire...".
Un tessere apparentemente arduo che seguendo la narrazione un pò ti chiedi come le sia venuto in mente. Ma l'esercizio riesce. E non perdi una parola. Guardi Beatrice che contempla il cielo dell'Appennino e un attimo dopo hai davanti Caterina persa nel volto del suo Dio. Tutto vola via in un soffio, e alla fine dello spettacolo ti ritrovi con un emozione che non sai contenere e le lacrime che vengono giù da sole. E provi un grande senso di riconoscenza verso Elisabetta: per il suo lavoro, per la lievità con cui restituisce e fa rivivere una storia comune, perché niente è così bello che andare a toccare le Radici. Grazie Elisabetta, grazie e ancora grazie. Racconta ancora per tutti noi...


P.s.: segnalo questa bella intervista ad Elisabetta per chi volesse approfondire la sua conoscenza. 

martedì 3 gennaio 2012

TEMPO



La pepita


Vorrei mordere il tempo come il pane.
Trovare resistenza, lasciare il segno dei denti
Inghiottirne l'essenza, sentire il nutrimento
che dolcemente invade il sangue.
Ma il tempo scorre, invisibile fiume.
Mi fruscia intorno. A portata di mano
mi passa un pesce-favola, una pepita d'oro
già risucchiata in vortici.
Maria Luisa Speziani
Ho continuamente in mente "Tempo", in questi giorni, ho cominciato un nuovo lavoro di pittura sulle tracce e "per caso" su un vecchio giornale -  esattamente di un anno fa - trovo questa poesia di un'artista di cui ho sentito molto parlare ma che alla fine non avevo mai sfiorato.
Tempo Magia Vita



sabato 31 dicembre 2011

LA TORRE

Duni Sapienza - "Tarocchi - Il Diavolo/La Torre" 2011
Ogni anno, in prossimità della fine, "pesco" dal mazzo dei Tarocchi un Arcano Maggiore. Rappresenta il "sapore, colore, profumo, ritmo" del tempo nuovo che sta per iniziare. Quello dello scorso anno è stata "La Morte". In effetti alla fine di questo periodo posso mettere in fila tante parti di me che devo dire - molto tranquillamente - hanno lasciato posto al nuovo. Evidentemente però l'opera di trasformazione è ancora in corso e la lama uscita questa volta è "La Torre". La Torre è per eccellenza la carta del rinnovamento, della vita che irrompe prepotente, del niente è più come prima. E' una carta potente, incisiva, che generalmente comunica una certa inquietudine.
Personalmente la pensavo un attimo prima di sceglierla fra le altre 22; mi sono solo detta "lo sapevo" e l'impressione che ne ho avuto è stata di grande forza.
Il 2012 sarà l'anno dei "cinquanta". Fisicamente mi sento meglio di quanto ne avevo venti, dentro mi ritrovo - con stupore - uno sguardo nuovo. Il Tempo è diventato una dimensione molto presente, importante. Sono - se mi va bene - più o meno a metà percorso. Voglio stringere. Lasciare andare i condizionamenti, i “sé, ma, però”, andare dritta al cuore, sentire e sapere cosa desidero e non farmelo scappare. Essere autentica, ancora di più, sempre di più. Fare pace con le paure e non permettere che siano un freno. Realizzare i Sogni.
Benvenuta Torre, aiutami a lasciar cadere tutto quello che è in più.
Buon Anno ricco di Essenza anche a tutti voi!



martedì 27 dicembre 2011

GIU' LA MASCHERA...



Natale passato. Sopravvissuta. Tutto bene. Ci siamo tutti quest'anno. Nessuna sedia vuota, nessuna corsia di ospedale da percorrere. Non voglio fare la menagramo ma non è scontato, per niente. Però affaticata. Un pò ho fatto come volevo io: regali più attenti al rapporto qualità/prezzo, pensati, molti fatti a mano. Anche i biglietti, hand made, e un pensiero, per ognuno. Un pò ho subito. Un clima un pò sopra le righe, qualche tensione, troppo cibo, troppo lavorato...Niente di che. Ma ho tanto bisogno di tornare all'essenzialità, a un poco da rendere carico di valore, a un tempo da riempire di pensiero e riflessione più che di azione. A sentimenti da condividere, guardandoci negli occhi - sempre - le maschere finalmente in mano. La mia per prima.

giovedì 22 dicembre 2011

LA RISPOSTA E' L'AMORE

Giuro non volevo, non volevo proprio ma ci sono ricascata. Mi ero detta quest'anno tutti regali fatti con le mie mani, ci penso, parto per tempo, ce la faccio...invece  il meccanismo si è inceppato, diversi nomi sono ancora senza "crocetta" e ci sono cose che comunque ho deciso di acquistare. Il prossimo anno ci riprovo (ma questa è un'altra storia). E allora eccomi (io che vado per negozi proprio quando non ne posso fare a meno e che lo shopping non lo mai amato, neanche a diciottanni) infagottata da sciarpe e guanti (due di tutti perchè mi fa un freddo becco) in giro per il Centro. Infastidita dalla folla, dal rumore, dal gas delle auto che appestano l'aria, mi ripeto: in fondo non me lo ha mica ordinato il dottore e poi alla fine è anche un privilegio aver un minimo di tempo e di denaro per fare un dono a chi mi è caro...ma non è che sia proprio convinta e il disagio rimane. Poi su una vetrina leggo questa frase e in un attimo mi si apre il cuore: "La risposta è l'Amore" J. Lennon
Vuol dire tutto e niente, forse l'afferro anche il giusto, ma non importa. Ha l'effetto di un balsamo, sento che è il filo da afferrare, anche qui schiacciata fra una pallina rossa e un festone dorato;  lo tengo bene stretto, faccio scendere tutta la frenesia che mio malgrado mi ha contagiata e colgo questo invito all'Essenza.

giovedì 8 dicembre 2011

CENTRO


Mamma mia quanti giorni senza scrivere! Persa, essenzialmente occupata a galleggiare su questa onda che porta al Natale. E quest'anno il galleggiamento è particolarmente impegnativo. Vorrei essere presente, prepararmi a questo momento di passaggio importante con consapevolezza, ed invece sono ben lontana da cogliere l'essenza, continuamente occupata a tenere a bada pensieri pesanti. Forse la cosa migliore sarebbe salutare tutti e dire ciao, vado via, ci vediamo il primo di gennaio o anche dopo la Befana, ancora meglio...
Ma non parto, sono qui alle prese con regali da fare e da comprare, alberi da addobbare (si perché finché non ci decideremo a vivere insieme io e l'Amore abbiamo tutto doppio, anche gli Alberi di Natale), cene da organizzare ma ho il fiato corto e non mi sembra di quagliare niente veramente bene. Troppo piena: dentro, intorno, in testa. Ho bisogno di pulizia e di ordine. Da dove si inizia? Forse come sempre dalle piccole cose. Ricominciando a fare attenzione, a non dare per scontato, ad essere grata.  Ricominciando a vedere quello che ho intorno, semplicemente: le nuvole che coprono la collina e il campanile della chiesa che emerge appena, il calore della sua mano che mi accarezza al risveglio, il profumo di zuppa che mi accoglie entrando in casa, le luci che invadono la città e che oggi decido mi mettono allegria e non tristezza, pensando a tutti quelli che non ci sono più...
Ricominciare ad usare gli occhi, il respiro, il cuore. Perché il gioco della vita è questo: ogni volta, ricominciare, da un altro livello, anche se lì per lì il "centro" ti sembra perso e non ti ritrovi più.


mercoledì 23 novembre 2011

TEMPO DI FEBBRE E DI FIDUCIA


Un pò di febbre, ossa doloranti, mente vuota e senso d'impotenza anche davanti a due piatti rimasti nel lavandino. Sto bene solo rincantucciata sotto le coperte. Ieri sera ho "bucato" anche il saggio del Laboratorio di Teatro, mi è dispiaciuto tantissimo ma il mal di testa non ha dato tregua fino a tarda sera. Peccato, non vedevo l'ora di "provarmi" in pubblico; rimarrà un'esperienza da fare. In laboratorio ci sono tante cose che aspettano, non riesco però a staccarmi dal letto. Una parte recalcitra, indispettita. Vorrebbe "fare" e "non perdere tempo", ma è come se fosse il corpo a chiedere questo spazio di sospensione: fermo il corpo, ferma la mente. Si fa "reset". Si permette di lasciare andare quanto è pronto, ci si prepara a quello che vuole arrivare. Con fiducia ci si apre ad Altro.






domenica 13 novembre 2011

ADDIO ....MA LE MONETINE NO!

Non l'ho mai votato (per carità!) o condiviso una sola idea o azione, ho evitato il più possibile le sue televisioni, mi sono stupita, arrabbiata, vergognata quando ho colto la volontà dei miei connazionali che elezione dopo elezione credevano in lui (per carità al quadrato!). 
Ho sperato di accendere una mattina la radio ed ascoltare dalla voce dello speaker che durante la notte un angelo misericordioso lo aveva portato via - per sempre - ma lo spettacolo di ieri sera non mi è piaciuto, non mi è piaciuto proprio per niente. Mi ha fatto pensare all'esultanza scomposta di quando cade un dittatore e, nonostante tutto, non ho mai pensato che fossimo in una dittatura. In una democrazia imbarbarita, avvelenata, sedata, sì, ma in una democrazia.
Capisco l'esultanza, la gioia, la sensazione di essersi liberati da un incubo e anche la rabbia per l'inettitudine, l'arroganza, le bugie, la sufficienza con cui siamo stati trattati in questi lunghi anni e per l'impoverimento - a tutti i livelli -che ha subito il nostro Paese, ma le monetine no. Quelle le avremo potute proprio evitare.
Abbiamo bisogno di dimostrare, prima di tutto a noi stessi, che questo Paese non è totalmente alla deriva, che lo scontro che ha segnato questi ultimi anni lo possiamo lasciare immediatamente alle spalle, ricominciando a ricostruire subito su basi civili.
Sogno un tempo nuovo in cui si sia forte la convinzione che si vive e si cresce insieme, ognuno con i propri sacrosanti punti di vista, ma avendo in mente un bene comune che è al di sopra di tutto. Un tempo in cui si ricominci a pensare NOI, invece che continuamente IO, IO , IO...perchè è "L'unione fa la forza" e non la contrapposizione.
Un tempo in cui dimenticare diti alzati e, anche, lanci di monetine.
"Più buia è la notte, più vicina è l'alba" ricorda Daisaku Ikeda, maestro buddista.
La notte è stata lunga, penosa e scura, forse la luce non è cosi lontana. Spero. Ingenuamente, forse,  ma spero.
Ognuno di noi si faccia protagonista di un tempo nuovo.



sabato 29 ottobre 2011

FRA POCO, NOVEMBRE...



Colori infuocati e temperature quasi estive. Cieli tersi e tappeti di foglie. Ancora troppo bello intorno per stare al chiuso ma si fa strada un bisogno prepotente di rallentare, accogliersi, stare protetti in luoghi amati. Ho voglia di questo oggi. Lascio fuori una giornata bellissima e radiosa e me ne sto qui a casa, da sola, in silenzio. Per mettere in fila pensieri o forse solo per farli scendere pian piano e lasciare che da soli trovino il loro spazio, per prepararmi al tempo che sta arrivando...per sentire cosa voglio fare e dove voglio andare veramente in questo nuovo inverno che è qui, appena girato l'angolo, anche se ancora non sembra.

mercoledì 12 ottobre 2011

TEATRO

Duni Sapienza, "Il Sole", 2010

Ieri pomeriggio ero stanca, non avevo molta voglia di mettere in gioco altre energie e forse ero anche un pò impensierita dalla sfida; sapevo però che sarebbe stata una bella opportunità...eppure non riuscivo a decidermi. Poi ho ripensato all'ABC dei BUONI PROPOSITI punto "O" come OSARE: ho fatto una doccia veloce per lavar via pigrizia e mancanza di sonno e sono andata. Circolo Arci di Sesto Fiorentino, una grande stanza dal soffitto molto alto, spoglia ma accogliente, sedie di plastica disposte in cerchio, la figura dinoccolata di Alessandro che già conoscevo e una decina di creature mai viste, variamente assortite, età dai 20 ai 60 anni, in nettissima maggioranza donne. Laboratorio di Teatro. Negli anni ho provato a fare tante cose...yoga e danze irlandesi, camminate sul fuoco e pittura steineriana ma al Teatro non mi ero mai avvicinata. Credo, innanzitutto, per il timore di confrontarmi con una modalità che ti obbliga a mostrarti, esporti, giocare la tua fisicità ed espressività. Invece ieri, con mia sorpresa, complice la professionalità del conduttore  - come si dice...regista e attore di larga esperienza -  i sorrisi e le perplessità che riconoscevo anche nei volti degli altri, il clima disteso e soprattutto la modalità di gioco adottata, i timori non hanno fatto in tempo neanche ad emergere e mi sono proprio divertita. Forse qualche attimo d'imbarazzo, ma proprio pennellate leggere leggere, in mezzo alla gioia per essermi data l'opportunità di fare esperienza di qualcosa di sconosciuto ed insolito ed assolutamente stimolante. E poi il tema del laboratorio è bellissimo: individualità! Ottima occasione nell'occasione per conoscermi e conoscere gli altri un pò di più. Se avessi potuto avrei scelto proprio questo...magico, no?
Ringrazio la mia lista dei "Buoni Propositi"....ancora e ancora, "OSARE".

martedì 4 ottobre 2011

ABC DEI BUONI PROPOSITI

Duni Sapienza "Il Mago", 2010
Felice e un po’ stordita; finito un progetto bisogna trovare lo spazio per farne crescere un altro, finita una stagione - anche se il caldo è ancora tanto, le giornate si stanno accorciando, gli alberi pian piano si tingono di rossi e la malinconia si insinua pure fra i cieli azzurri - bisogna pensare a far posto ad un altro tempo. A ruota libera (prendendo spunto da un articolo di Elasti pubblicato su D di Repubblica di questa settimana) provo a stilare una lista di buoni propositi per riprendere il cammino:

  • Amante. Anche se ora viviamo quasi insieme, condividiamo cene e bucati, e in questo periodo di pre-mostra sono stata un po’ distratta, sei il mio amante preferito e come tale ti voglio godere.
  • Buio. E’ la cosa che più mi pesa della stagione appena iniziata. Ho bisogno di vedere bene per muovermi tranquilla. Imparare ad entrarci dentro, senza averne troppo timore.
  • Ciclamini. Da comprare fra un po’, appena fa più freddo, da mischiare all’erica ricadente per il più bel terrazzo del palazzo.
  • Doni. Tanto fra poco è già Natale e il piacere più grande è regalare qualcosa pensato e realizzato da me.
  • Eft. Funziona veramente. E’ un grande aiuto: allora eft “a palla” in ogni momento utile.
  • Feldenkrais. La disciplina più bella del mondo; uno spazio affascinante in cui entrare ancora più a fondo.
  • Gentilezza. Senza paura di essere demodé: ne abbiamo tutti assoluto bisogno.
  • Inadeguata. Un pensiero su di me che vorrei cancellare. Per sempre. Sono perfetta: così come sono.
  • Lista giornaliera. E’ facile, efficace, ricompensa alla grande il piccolo tempo che gli si dedica; da oggi si riparte.
  • Mare. Verrò spesso a trovarti.
  • Non prendermi troppo sul serio. Soffro e basta e non ne vale la pena.
  • Osare. Osare. Ancora osare. Mollare e osare. Nel pensiero, in cucina, nel vestire, nei miei quadri, nella corsa, nell'amore...
  • Progetto. Per una nuova mostra…innanzitutto.
  • Ridere. La vita è impegnativa. Ogni occasione per alleggerirla va colta al volo.
  • Sbaglio. Fare pace con gli sbagli. Miei e degli altri; e magari - come sopra - riderci su.
  • Telefonata.  Allergica al telefono lo sono sempre stata. Ma una telefonata al giorno ad un amico oppure di "servizio" fa bene e rende tutto più scorrevole.
  • Uscire. Tutte le volte che posso. Anche quando piove e fa freddo, anche quando il divano e il caldo di casa sono più invitanti. Uscire, anche poco, ma uscire, ad incontrare il mondo.
  • Vedere. Trovare un buon compromesso fra la miopia atavica e il presbitismo appena arrivato; e tornare a leggere anche la sera.
  • Zeppa. Nuovi stivali zeppati per riuscire a sfiorare almeno il metro e sessanta…
Se anche voi avete pensato ad un vostro elenco per ripartire, condividetelo su queste pagine ed arricchiamoci a vicenda...

venerdì 12 agosto 2011

SILENZIOSO AGOSTO


La sensazione mi ha colpita subito, lunedì mattina mentre andavo a lavoro; si è accentuata giorno dopo giorno facendomi già pregustare il prossimo week end ferragostano. La città non è ancora particolarmente vuota, eravamo tanti in ufficio in questa settimana, tanti i negozi aperti ma nonostante questo si è abbassato - ad un tratto - il muro di rumore che fa da sottofondo costante alle nostre giornate. Sono bastate un pò meno macchine e meno persone: improvvisamente sembra di vivere in un'altra dimensione. Con il silenzio il cuore trova un ritmo più calmo, il respiro diventa regolare, la testa si alleggerisce, i muscoli si stendono e ci si ritrova sorridenti, così, senza volere. E' facile alzare lo sguardo e godere del magnifico cielo azzurro di questi giorni. Ma lo avete visto come è bello? Si, lo so, non è cielo di mare nè di monti ma è ugualmente uno splendore. Anche quando qualche nuvola si spinge a sporcarlo un pò, è nuvola soffice, pannosa, luminosa e leggera, quasi necessaria per equilibrare l'assoluto azzurro. E che meravigliosi tramonti rosa, anche qui, fra i palazzi di cemento...
Buone giornate di festa a tutti, ovunque siate. Io mi godo felice la mia bellissima e finalmente silenziosa città (a condizione di tenersi lontani dal Centro e dai turisti, of course!)







mercoledì 10 agosto 2011

S. LORENZO: NOTTE DI STELLE E DESIDERI....


C'è una bellissima luna questa sera: quasi piena, salda e tonda illumina perentoria il cielo; dovrebbe essere anche notte di stelle ma chissà se saranno visibili con tutta questa luce...e poi nessun prato stasera, a casa, un pò affaticata. Va tutto bene in questo periodo - da fare carte false per avere momenti così sereni e placidi - sono io, piuttosto, che non giro al meglio. Eppure sento di avere sciolto tanti nodi in questi ultimi due anni, ammorbidito e oliato meccanismi arrugginiti che ora cominciano a dare il loro contributo invece di stridere dolorosamente. Evidentemente non basta....
Allora me la immagino la mia stella cadente. La vedo buttarsi giù dal cielo rapida, decisa e saggia, tutta per me. Stringo gli occhi, serro i pugni ed esprimo il mio desiderio più grande: mollare, mollare, finalmente mollare ogni ormeggio e navigare senza freni in questo grande mare, in questo grande cielo, in questa grande avventura che è la Vita.

mercoledì 20 luglio 2011

GENOVA 2001-2011

10 anni fa una delle giornate più tristi per il nostro Paese. Non ero lì, ma il dolore, lo sgomento, il senso d'ingiustizia e di sfiducia si sono impressi e sono rimasti dentro tutti questi anni. E non dimentico...

sabato 25 giugno 2011

FUOCHI DI S. GIOVANNI


Non so da quando ci sono. Io li ricordo da sempre i "fochi" sui lungarni, la notte di S. Giovanni, notte magica, notte di maghi e di streghe...
Da bambina li guardavo nascosta fra le gambe del babbo, terrorizzata dagli scoppi; poi, negli anni, in banda con gli amici, con i vari fidanzati, con mia figlia piccola sulle spalle.
Era qualche anno che non mi trovavo in città per la festa del patrono, perchè si sa, magari si approfitta del "ponte" per scappare al mare, e a rivederli ieri, dopo tanto tempo mi sono pure emozionata. Ho sentito gli occhi lucidi e il cuore in corsa: felice per lo spettacolo, felice di vedere tante "creature" diverse, tutte rapite, naso in su, a scrutare un cielo pieno di stelle e di luci...
Che bello che un evento così antico sia ancora capace di emozionare, che bello, esserci, anno dopo anno, là, sull'Arno, a vedere i "fochi"....



venerdì 24 giugno 2011

INCONTRI

A volte capita. Giorni un pò speciali, giorni in cui il fare rimane defilato sullo sfondo e le ore si fanno ricche di altro. Di pensieri, di progetti, di emozioni. E di incontri. Come ieri. Un pomeriggio e una sera passati in centro nella mia Firenze adorata che è vero che qui si dice: "questa città è un bidet",  ma è pur sempre una città e non è così semplice trovarsi se non si fissa prima e invece è stato tutto un avvicendarsi di  saluti e di baci. Amici vicini vicini e altri più lontani: momenti di piccola sincronicità che fanno aprire il cuore e sentire in armonia con la vita.

mercoledì 25 maggio 2011

SANTIAGO DI COMPOSTELA: IN CAMMINO VERSO LA STELLA




Compostela, un anno dopo. Sono arrivata a Santiago di martedì, sotto la pioggia, le campane della Cattedrale che suonavano mezzogiorno; la stella, che avevo disegnato parecchi mesi prima senza conoscerla,  come segno di accoglienza alle porte della città. Dopo trecento e rotti chilometri, vesciche ai piedi e una caviglia dolorante. Alle spalle parole, sorrisi; e molti silenzi. Anche lacrime, anche dolore. Vulnerabilità e abbandono. Fiducia. Amicizia: incontri importanti e speciali. Tredici giorni che sono sembrati le tappe di un'esistenza. Passi che hanno percorso fisicamente nuove strade ed interiormente itinerari già vissuti. Il Cammino è una condizione particolare, una possibilità per ognuno. E' come se il pensiero di tutti quelli che nei secoli, con motivazioni diversissime, hanno fatto questa esperienza creasse uno speciale spazio-tempo parallelo dove tutto diventa più denso, incisivo e possibile.
Gli occhi puliti e la forza nuova in chi avevo visto tornare mi hanno fatto decidere di partire, praticamente da un momento all'altro. Avevo bisogno di liberare il respiro dal dolore e cominciare ad immaginare un futuro più leggero. Sono andata da sola perché in certi momenti bisogna esserlo, per forza.
Ho cullato, abbracciato e lasciato andare un passato a cui sentivo di non appartenere più e mi sono preparata ad accogliere un tempo nuovo e diverso. Morte e Rinascita. Oggi ne festeggio, con molta gioia e gratitudine, il primo compleanno.
Buon Cammino e Buona Vita a tutti!