giovedì 12 aprile 2012

MARZO DI CORSA

Cantando Marzo porta le sue piogge, la nebbia squarcia il velo, 
porta la neve sciolta nelle rogge il riso del disgelo, il riso del disgelo... 
Riempi il bicchiere, e con l'inverno butta la penitenza vana, 
l'ala del tempo batte troppo in fretta, la guardi, è già lontana, la guardi, è già lontana... 

                                    Francesco Guccini da "La canzone dei dodici mesi"


Marzo non di pioggie ma di sole caldo e giornate morbide, passato di corsa - questo si - ha lasciato la mia pagina di Blogger piena di post non finiti. Un cimitero di inizi senza seguito. E un vago senso di disagio per il lavoro rimasto a metà. Eppure questo blog è solo uno spazio di gioco e di memoria...
Prima che corra via, ancora più lontano, attacco qui un pò  di post-it di questo mese sospeso e strano, in cui mi ritrovo addosso parti "altre". Era tanto che le aspettavo, finalmente è tempo.


4 marzo, domenica. ARTOUR-O. Ho fatto la signora curiosando senza fretta nelle stanze di Villa La Vedetta, albergo ***** in magnifica posizione sul V.le dei Colli.
Arte contemporanea. Operazione coraggiosa che cerca la relazione tra artisti e committenza: la bellezza che diventa indispensabile là dove si lavora per creare qualcosa di nuovo. Cose interessanti, che emozionano, altri lavori meno densi. Su tutto la sensazione di guardare alle opere senza alcun senso di sudditanza, alla pari.


Compleanno sul prato, con un sole appena un pò timido. Fra le barbie e i peluche delle bimbe, pentole portate da casa e cibo acchiappato al super all'ultimo tuffo, che stona un pò, ma a volte servono i compromessi. Compleanno di Trilli, che è folletta, sa di buono, di semplicità, di tutti i "no problem" che vorrei fare miei. 


Bici. Ho aspettato un sacco di tempo, soppesando, aspettando quella giusta. E poi in un moto del tutto irrazionale, in un minuto, l'ho portata a casa. Ho sentito che saremo diventate amiche. Regalo. Perchè avevo voglia di una bici vera. Che quando pedali, va, e quando freni, frena, davvero. E ne sono felice. E guai a chi la tocca!!!!

Nonostante la paura, il ginocchio ferito, il braccio dolorante hai fatto viaggiare tutti in una dimensione di verità e bellezza. Perchè la musica e le parole nutrono e ancora di più la forza con cui riesci a portarle, l'emozione e la passione che ti scorrono dentro. Ti auguro di cantare, cantare, cantare ancora e portare poesia e grazia. E amore. Tutto l'amore che sei.

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