giovedì 20 settembre 2012

L'ISOLA


Questa volta è stata dura. Di tornare proprio non avevo voglia. Nessuna ragione per smettere di vagabondare alla ricerca dell'ultimo sole, fra delizie per gli occhi e la gola, colma di piacere e con i fianchi ogni giorno un pò più morbidi.
C'è una parte di me che vorrebbe tirare giù il bandone, salutare e partire lontano. Non ho più voglia di sveglie, di impegni di lavoro, di traffico, di burocrazia, di vita sociale, di apparenza o di qualsiasi altra cosa che non sia necessaria. In questi giorni a zonzo ho riletto "Eterna ragazza" di Lidia Ravera. Sullo sfondo del romanzo c'è Stromboli. L'ISOLA. Lo spazio perso fra il cielo e la terra. Soltanto lambito dal mondo. La nave arriva, quando può. E poi è di nuovo la solitudine di uno scoglio, solo un pò più grande, in mezzo al mare. Natura e uomini. Che alla natura soggiacciono. E il silenzio. E il vulcano. "IDDU".
Non ho grandi bisogni. Non ne ho mai avuti. La solitudine un'esigenza primaria. Il silenzio pure. Le cose mi appesantiscono. Sto bene dove c'è poco. Tendo a voler tenere tutto sotto controllo. Togliendo diventa tutto più facile.
Gambe per correre, orecchie pulite per ascoltare, occhi che vogliono vedere. Colori, tele, pennelli, carta per scrivere, internet per sapere. Così mi sogno sulla mia isola qualunque essa sia.
Cuori da incontrare. Senza pregiudizi. Non come il prete dell'ultimo matrimonio a cui sono stata che aveva bisogno di sapere chi fossi: avvocato, ingegnere, medico?! no!...ma allora non sei niente. No, IO SONO. E tu sei una grande "cacca"!!!
Stamani alle nove, diligentemente, ero nella mia gabbia di vetro alla luce del neon, a fissare il computer dell'ufficio, cercando di dare un senso al mio essere lì, non sapendo come fare a trovarlo.
Ma tutto cambia. Anche da un momento all'altro. Cinque del pomeriggio e una tazza di tisana profumata fra mura che sono care e hanno accolto tanto della mia vita. Mi fai vedere una foto e mi chiedi di capire. E' tutto così evidente. Ma non sono sicura. Mi sento stupida. Rimango muta. Non riesco a dire quello che ho visto. Non è possibile...
Mi tremano le gambe. Ma all'improvviso mi sento forte. Come non mi accadeva da tempo. Un senso nuovo mi si apre davanti. Per rimanere qui. Per mettere ordine. Per prendermi cura di me, sul serio, e avere a disposizione tutta l'energia che a volte sento sfuggirmi veloce dalle mani, come sabbia troppo fine. Per trovare nuova consapevolezza. E vivere come voglio io. Anche se qui l'aria ha il peso delle polveri e mi manca l'acqua intorno.
Farò pulizia e toglierò il superfluo. Mi arrenderò al silenzio e me ne nutrirò, anche quando non è ben visto. Aprirò di più le orecchie e cercherò gli sguardi di chi mi fa star bene. Userò pennelli e colori con libertà sconosciuta. Bandirò la pigrizia e costruirò qui la mia Isola. So essere un ottimo costruttore. Lo so bene. E che a volte dimentico come si fa. Ma ora ho un ottimo motivo per richiamare la memoria. Se lo vorrai sarò con te Stellina mia. E grazie per questa gioia.


domenica 2 settembre 2012

RISO E CAVOLO


Piatto sano,  leggero ma veramente gustoso mangiato ieri a casa della mia stellina che da brava toro in cucina ci sa decisamente fare.
Ecco la ricetta che mi ha passato.

Ingredienti (per 2 persone):
riso arborio o riso basmati g 150
aglio, salvia, alloro, sale

4 coste di sedano verde
4-5 cavolini di bruxelles
1/2 cavolfiore
1/2 cucchiaio di curcuma
4 pomodorini secchi
olio evo

Tagliare aglio, sedani, cavolini e cavolfiore finemente.
Metterli in una pentola capiente con la salvia, l'alloro e l'acqua. 
Le verdure richiedono non più di 10 min. di cottura. Portare ad ebollizione e aggiungere il riso e altra acqua calda (salata) via via. Quando il riso è cotto togliere l'alloro. Aggiungere i pomodorini secchi fatti a striscioline e la curcuma, olio evo e semi a piacere.


Sedersi a tavola in buona compagnia e assaporare lentamente.



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venerdì 31 agosto 2012

DONNE CHE CORRONO COI LUPI

Me lo ha regalato una vita fa Giovanna, la mia amica-sorella. Da allora mi è sempre stato vicino. E' il mio talismano. L'unguento per le ferite. Il viatico per le nuove imprese.
Provo per l'autrice, Clarissa Pinkola Estés, una gratitudine infinita: la mia vita sarebbe stata ben più difficile e povera se non avessi incontrato questo suo lavoro dove riconoscermi e specchiarmi.
Se dovessi scegliere il libro per la famosa "isola deserta" non avrei esitazioni. 
Quando lo frequento mi sento in cammino. Se rimane chiuso per troppo tempo significa che anch'io sono intrappolata in qualche delirio.
Da qualche giorno mi capita spesso tra le mani. Anche solo per qualche riga.
Lo apro a caso e inizio il viaggio, ogni volta diverso.
Questa mattina mi sono trovata sull'ultima pagina dell'ultimo capitolo.
Scrive Clarissa:
Molti sono i modi e i mezzi per vivere con la natura istintiva, e le  risposte cambiano quando voi cambiate, e quando il mondo cambia, pertanto non si può dire: "Fate questo e quest'altro in questo ordine e tutto andrà bene". Per una vita, da quando conosco i lupi, ho cercato di capire come fanno a vivere, prevalentemente, in tanta armonia. Vi suggerirò pertanto di cominciare immediatamente con una voce di questo elenco (può essere di grande aiuto, per coloro che stanno lottando, cominciare dal numero dieci).

REGOLE GENERALI DEI LUPI PER LA VITA
  1. Mangiare
  2. Riposare
  3. Vagabondare
  4. Mostrare lealtà
  5. Amare i piccoli
  6. Cavillare al chiaro di luna
  7. Accordare le orecchie
  8. Occuparsi delle ossa
  9. Far l'amore
  10. Ululare spesso
Buoni ululati! (siamo tutti in perenne lotta...)


mercoledì 29 agosto 2012

BUON LAVORO!

Duni Sapienza - Alla ricerca della stella - Luglio 2012

Faccio fatica in questo periodo, tanta. Lavorare, prestare attenzione, metterci la testa e la memoria è sempre più impegnativo.
Non mi fido di me. La paura di sbagliare stringe stomaco e respiro. E sbaglio. Gli errori più insulsi, banali, assurdi. Mi sento inetta e incapace. Inaffidabile. Cerco di fare meno per evitare danni. Tutto si cristallizza e diventa gelo. Provo un dolore spropositato, di cui sento tutta l'inutilità; e a cui mi ribello.


Mi servono molto amore e molta determinazione.
Amore per guardarmi e riconoscermi oltre la manchevolezza (io non sono una macchina, io non sono il mio errore, io non ho bisogno di essere "all’altezza"). Determinazione per cercare il capo del "MIO" filo, quello che mi porti oltre il labirinto: oltre un lavoro dove mi sono sentita sempre stretta, oltre valori di efficienza che non mi appartengono, in uno spazio dove il lavoro è fatto di scoperte, di sogni, di studio, di approfondimento, di scambio, di rapporti, di aiuto, di morbidezza. Specchio di quello che sono. Momento di crescita e di evoluzione.
Voglio lavorare con le persone. Questo ora è chiaro. Questa è la modalità dove so di poter dare qualcosa, dove desidero impiegare le mie energie e riempire il mio "tassello".
Presso molti popoli il nuovo anno iniziava il primo di settembre. 
Fra poco ci siamo. Mi sembra un buon momento per ripartire con maggior vigore verso un cambiamento che non può attendere.
Dai Duni, forza ce la fai. Buon lavoro!!!!



















martedì 28 agosto 2012

SCRIVERE

"Scrivo da quando ho memoria, scrivo per mantenerla, la memoria, l’attenzione, qualcosa di vigile. Scrivo per sorvegliare lo svolgimento della vita. La mia, quella degli altri. Se non scrivessi sarebbe un bel guaio". Lidia Ravera

Scrivere.
Memoria. Necessità. Equilibrio.
Sono felice di aver ricominciato a tessere parole in questo spazio. Fossero anche solo gli ingredienti di una ricetta qualsiasi...

lunedì 27 agosto 2012

TOFU AL PESTO DI POMODORO


Dalla foto non appare gran che appetitoso ma vi assicuro che invece è molto buono. Il tofu ha un gusto assolutamente neutro (e spesso per questo risulta poco gradito) ma se insaporito a dovere diventa un'ottima e gradevole alternativa alla carne per poter introdurre proteine anche nella dieta di vegetariani e vegani. Questa è una ricetta veloce e tipicamente estiva, ispirata da una grande pianta di basilico che chiedeva insistentemente di essere utilizzato. Frullate a freddo due manciate abbondanti di basilico, uno spicchio d'aglio abbastanza grosso, mezzo chilo di pomodorini fatti prima sbollentare e privati della buccia, un bel pugno di pinoli tostati (o in alternativa semi di girasole sempre tostati); sale, pepe, peperoncino fresco e olio a piacere. Quando la salsa è pronta disponete il tofu al naturale tagliato a fettine piuttosto sottili in una pirofila e copritelo con la salsa ottenuta. Sigillate la pirofila con la pellicola e lasciate a riposare in frigo almeno tre o quattro ore prima di servire. Ualà, fresco, veloce, sano e anche poco calorico (cos'altro desiderare?).
Bon Appétit!

P.s.: dato che la maggior parte della soia prodotta è OGM direi che è buona norma utilizzare tofu proveniente da agricoltura biologica.

domenica 26 agosto 2012

...MA SONO RIMASTA IN CITTA'!

Week end agostano in città dicevo, senza l'Amore partito per il mare a trovare refrigerio e famiglia (e abbronzatura, beato lui!), con così poco fiato da non cercare neanche gli amici. Però in qualche modo (in ordine sparso) ce l'ho fatta a non buttar via la giornata:
  • innanzitutto eccomi qui. Non mi sono liquefatta, le bolle si sono un pò attenuate e la febbre non si è fatta risentire. Eureka!
  • ho pure parlato con il medico che mi ha confermato di aspettare che passi senza troppi patemi.
  • scarpe: comprate!!! Tacco 10 - mai posseduto in vita mia, una conquista -, non troppo eleganti, neanche particolarmente belle (ho visto di meglio sinceramente) ma non mi stringono il piede, contraggono il tallone, rattrappiscono gli alluci. Forse riuscirò a camminarci qualche ora senza sembrare una gallina fuggita dal pollaio (speriamo!!!).
  • Il Galaxy e di conseguenza android saranno pure il miglior prodotto del momento...per me risultano veramente incomprensibili. Ieri dopo un'ora buona di smanettamenti ho avuto conferma di quello che intuivo: la rubrica viene organizzata in tre memorie diverse (o anche più se si vuole; che, scherziamo?) ma fra sapere e visualizzare correttamente quella che conteneva tutti i miei numeri di telefono c'è un abisso: conclusione attendo con ansia il ritorno del collega che mi ha convinto a comprare sto aggeggio e poi vediamo...Apple I Love you!
  • ciliegina sulla torta non sono riuscita a ritrovare i miei supporti vari ma con la scusa ho rimesso a posto in laboratorio che ora è un gioiellino di ordine e funzionalità. E mi sono messa l'animo in pace: prima o poi salteranno  fuori!

sabato 25 agosto 2012

DOVEVA ESSERE UN WEEK END AL MARE...

Ocean/Earth - Duni Sapienza - Luglio 2012

Doveva essere un week end al mare: spiaggia, sole e famiglia. Invece ti ho visto partire da solo e mi si è stretto il cuore. Ma forse è meglio così. Quando sto male divento silenziosa e uggiosa, tutte le energie spiegate a fronteggiare il malessere e ho bisogno di non avere tempi o impegni dettati da altri. Approfittare degli spazi in cui sto bene per portare avanti la vita e rifugiarmi nel letto accogliente quando tutto diventa pesante. Ora si tratta di non farsi travolgere dal giramento, recuperare le forze perse nella tazza del cesso, sperare che il prurito dia tregua e non buttare dalla finestra questo tempo che inaspettatamente mi trovo fra le mani, cercando di fare qualcosa. Questo per esempio (non necessariamente nell'ordine):
  • trovare le scarpe per il matrimonio prossimo venturo (quello del cugino in terra siciliana) che si con il vestito mi sono arrangiata ma le scarpe le devo proprio comprare!!!!
  • ritrovare dove ho nascosto prima di partire per l'ultima vacanza tutti gli accessori tecnologici: hard disk removibile, chiavette usb e caricabatterie vari (accidenti alla mia memoria ballerina e ancora di più ai ladri che ci tediano la vita)
  • parlare con un medico e capire cosa accidenti mi sta succedendo
  • imparare a usare la rubrica telefonica del Galaxy S3 nuovo acquisto che per ora rimane un illustre e (anche un pò antipatico) sconosciuto...ma perchè non ho scelto l'IPhone, chissà icchè mi è preso!?
  • sopravvivere!

mercoledì 22 agosto 2012

I CONTRAVOICE AL FIORINO SULL'ARNO

Ancora non sono stata al Fiorino sull'Arno inaugurato quest'anno nell'area dell'ex mercatino etnico in Lungarno Pecori Giraldi (di fronte alla Zecca); mi dicono che sia un luogo molto "caldo" di questa frizzante estate fiorentina. Domani sera andrò sicuramente a frescheggiare lì, cogliendo l'occasione di ascoltare il concerto dei Contravoice. I Contravoice sono una formazione nuova, nuova che però, concerto dopo concerto, sta crescendo e maturando molto velocemente: "Datura" Martina Lo Conte alla voce e Francesco Losavio al contrabbasso e voce. Per ora propongono cover degli autori del cuore: da Nina Simone a Ella Fitzgerald, da Lhasa de Cela e Tom Waits con qualche prova, riuscitissima, di loro ideazione. Portano in giro bella musica, ricca della loro ricerca e della loro passione. Un progetto raffinato, non facile ma pieno di possibilità e fascinazione, in cui il contrabbasso di Francesco sorregge e fa volare la voce potente e bella di Martina. Per dovere di cronaca devo dichiarare che Martina è la mia stellina adorata, ma giuro che non sono di parte: la bravura decantata è reale e mi lascia tutto le volte di stucco (soprattutto se penso che da madre tanto stonata sia nata una cantante. La vita, mistero continuo...)
Giovedì 23 agosto "Il Fiorino sull'Arno" Lungarno Pecori Giraldi ore 21.00


martedì 21 agosto 2012

GIORNI DI AGOSTO

Fa caldo. Anche per me, che il calore lo anelo da un anno all'altro, lucertola che si incupisce ai primi freddi. Anche per me che - fra le righe - con le gambe lente e la testa in acqua, rifletto che forse è vero, se quest'anno soffro così tanto allora sto invecchiando, e mannaggia non lo voglio neanche pensare...
Mi vengono incontro immagini di comari uggiose con il fazzoletto in una mano e il ventaglio nell'altra...Vade retro Satanaaaa!
Detto questo in qualche modo ci si barcamena. Poca corsa, e solo la mattina presto. Bicicletta, avendo cura di sistemare bene lo zaino sul portapacchi in modo da evitare il rio lungo la schiena. Cucina basic e molte insalate. Letto piazzato sotto la finestra e tutto spalancato sperando che i ladri siano in vacanza. E si fa finta di niente, continuando pure a regalarci il nostro momento insieme in pausa pranzo, proprio in mezzo alla giornata con il sole al suo massimo fulgore. Ti seguo per un caffè in un giardino assolato o per un abbraccio sotto il Biancone, fra improbabili turisti giapponesi vestiti come se fossero su un sentiero alpino. 
E mi sento in vacanza, e mi sento felice, e mi sento grata per tutto questa leggerezza che condivido con te. Che bell'agosto, Amore mio, e poi se sto invecchiando chi se ne frega? Mi prendi anche con il ventaglio e il fazzoletto? OH, NO???

L'Amore dice: ancora ancora il ventaglio, ma il fazzoletto NO, NO, NO....!!!!
(e come dargli torto...)

CINEMA ALLE MURATE: TONI SERVILLO OSPITE D'ONORE

Ieri sera, con l'Amore, cinema all'aperto in cerca di un impossibile refrigerio. Per la prima volta, quest'estate, alle Murate posto troppo bello, che già solo a starci dentro mi fa sentire bene. Abbiamo goduto di "Una vita tranquilla" di Claudio Cupellini. Film interessante con Toni Servillo che con la consueta bravura da corpo a Rosario, uomo in fuga dal passato e dalla vita stessa. Le proiezioni, curate dall'Associazione Amici dell'Alfieri (fra l'altro nel corso della serata è stato comunicato che il "Mitico Alfieri" di via dell'Ulivo dovrebbe riaprire nel corso del prossimo anno) continuano per tutto il mese di agosto, sempre con Servillo come protagonista:

Mercoledì 22 "Il gioiellino" di A. Molaioli (2011)
Lunedì 27 "Sabato, domenica e lunedì" di T. Servillo e P. Sorrentino (2005)
Mercoledì 29 "Morte di un matematico napoletano" di M. Martone (1992)


A settembre proseguono "senza" Toni ma sempre nel solco del cinema di qualità:

Lunedì 3 "L'ora di religione" di M. Bellocchio (2002)
Mercoledì 5 "L'uomo che verrà" di G. Diritti (2009)
Lunedì 10 "Mio fratello è figlio unico" di D. Luchetti (2007)
Mercoledì 12 "Morte di un matematico napoletano" di M. T. Giordana (2000)

Si inizia alle 21.15 nel mese di agosto e alle 21.00 a settembre. Il tutto "a gratis"!!! Che ne dite, vi può interessare?

venerdì 10 agosto 2012

"ARTE TORNA ARTE": BELLISSIMA MOSTRA ALLA GALLERIA DELL'ACCADEMIA DI FIRENZE

ARTE TORNA ARTE

Una delle più interessanti esposizioni che ho visitato di recente. Trentadue autori contemporanei ospitati negli spazi della Galleria dell'Accademia di Firenze.
Arte torna Arte. Klein e Bourgois, Burri e Fabro, Kounellis e Pennone e tanti altri incontrano e dialogano con gli artisti del passato che abitualmente dimorano nelle belle sale del Museo. Circolarità e necessità di raccontare l'uomo in tutti i tempi e con tutti i mezzi possibili. Scultura, video, installazioni, pittura, fotografia, disengo ma anche performance con atleti che si muovono in pantaloncini fra i visitatori (per inciso che bello correre fra tanta bellezza!).
Come dichiarano i curatori della mostra - Bruno Corà, Franca Falletti e Daria Filardo - "I lavori sono stati accuratamente scelti per i riverberi, le "sopravvivenze" e per le assonanze visive con il passato, con le pitture, le sculture e l'architettura del Museo, che innescano e dipanano un ragionamento critico sul ruolo e la funzione del gesto creativo".
Tale attenzione arriva al visitatore, affascinando oltre che per la bellezza dei singoli lavori - e ce ne sono di notevoli - per le correlazioni che propongono. Davvero una bella occasione. E una chiave di lettura importante soprattutto per Firenze che, schiacciata dall'immenso patrimonio artistico del passato, spesso fatica a fare spazio al contemporaneo.
La mostra e la visita alla Galleria valgono tutto il prezzo del biglietto. Se però volete risparmiare, fino a settembre il giovedì dalle 19 alle 22 l'ingresso è gratuito. Non ci sono scuse: andatela a vedere!!!

Orario
Martedì – domenica ore 8.15 - 18.50; la biglietteria chiude alle 18.20
Nei mesi di luglio, agosto e settembre il martedì prolungamento dell’orario di apertura fino alle 22 e il giovedì apertura straordinaria con ingresso gratuito dalle 19 alle 22
Giorno di chiusura lunedì


Biglietto


Biglietto intero: € 11.00; 

biglietto ridotto: € 5.50

mercoledì 8 agosto 2012

PASSO DELLA FUTA: EUMENIDI E L'ULTIMO SONNO DI UNA MOLTITUDINE DI GIOVANI UOMINI

Sul passo della Futa c'è il più grande cimitero militare germanico in Italia. Vicine sventolano la bandiera italiana e quella tedesca. Al centro, l'alta vela in pietra e marmo voluta dall'architetto Dieter Osterlen segna il fulcro della sua opera. Sui fianchi della montagna le tombe di 30000 e più soldati. Ragazzi. Ognuno una manciata di anni. Semplici lapidi di pietra serena delle cave della vicina Firenzuola portano incise nomi e date di quelli che un tempo erano nemici. Intorno prati e silenzio. Silenzio irreale. Fermo. Pieno - ancora - di sgomento e dolore. In questo spazio assolutamente speciale da qualche anno opera la compagnia Archiviozeta. Enrica Sangiovanni e Gianluca Guidotti. Lei bionda, piena, forte e solare; lui eclettico satiro. Nel loro impegno intuisci tanta ricerca, lavoro e affrancamento da logiche di mercato. Quest'anno mettono in scena l'ultimo atto dell'Orestea di Eschilo: Eumenidi.
La tragedia di Agamennone, Clitennestra e del loro figlio Oreste, matricida per vendicare la morte del padre, si conclude al cospetto di Atena e Apollo. Gli spettatori sono protagonisti della rappresentazione, si muovono nello spazio con i personaggi di Eschilo fino al cuore del mausoleo. In mano la pietra bianca che servirà ad esprimere il proprio voto. Sulla terrazza accarezzata dal vento, nell'azzurro assoluto del cielo al tramonto, Oreste riceverà il perdono tanto agognato. Oltre la vendetta.
Interessante la recitazione, belli i costumi, affascinante e precisa la musica. Veramente un'esperienza unica. Si replica ogni sera fino al 19 agosto.
Fatevi un regalo grande e andate ad incontrare gli dei al cimitero sulla collina. 


EUMENIDI di Eschilo

al Cimitero Militare Germanico del Passo della Futa (FI)

dal 4 al 19 agosto 2012 - ore 18.00

regia Enrica Sangiovanni e Gianluca Guidotti

partitura sonora Patrizio Barontini

prenotazioni ON-LINE

oppure telefoniche al 334 9553640

ingressi interi 20€ ridotti 10€



domenica 29 luglio 2012

COME MI ORGANIZZO LA FESTA DEI "50"

Uno dei miei desideri più grandi è ricevere in regalo una festa a sorpresa. Arrivare e scoprire tavoli imbanditi, mazzolini di fiori e sorrisi di amici uscire da dietro i divani. Fare finta di essere stupita, o, ancora meglio esserlo davvero, sperando solo di avere addosso il vestito giusto e di non aver disertato da troppo tempo il parrucchiere.
Per ora non mi è mai capitato...forse perchè da brava ansiosa mi sono mossa sempre per tempo quando ho avuto a cuore di sottolineare passaggi importanti.
E allora anche la festa dei miei "50" me la sono organizzata.
Non per tempo come avrei voluto, non con tutti i particolari che avevo immaginato ma in qualche modo è venuta fuori e siamo stati tutti bene. Provo a passare qualche dritta, in ordine sparso, nella speranza di essere utile.
Volevo qualcosa di semplice, caloroso, con un minor impatto ambientale possibile e dal costo contenuto. Volevo soprattutto dire grazie a tutti quelli che mi sono stati vicino fino a qui...
Ho risolto così:
- Casa era troppo piccola anche se per dare un minimo di relazione a tutti ho deciso di non superare il numero di 40 persone circa. Di un locale non avevo voglia. Mi è venuta l'idea di utilizzare il grande giardino condominiale dietro casa, visto che per un pezzetto è anche mio... Mi sono informata che non esistessero divieti ed ho comunicato all'Amministratore la data della festa. In alternativa si erano offerti alcuni amici con case con giardino o grandi terrazze e penso avrei optato per questa soluzione...
Essere in estate sicuramente ha rappresentato una possibilità in più.
- Mi era venuta la tentazione di usare l'e-mail per avvertire velocemente, ma poi ho optato per il telefono. Una voce ha qualcosa in più....
- Ho chiesto di non avere regali; lo stare insieme era già il regalo più grande che potessi desiderare. Ho accettato volentieri le proposte di cibo da condividere. 
-  Con un pò di passaparola ho messo insieme l'attrezzatura di cui avevo bisogno: un paio di tavoli, sedie, prolunghe per la luce.
-Per fare  luce aggiuntiva ho creato con i vasetti di vetro delle conserve e la carta velina dei portalumini. Efficaci e d'atmosfera.
- Contro le zanzare candele alla citronella a profusione e un nuovo prodotto che si è rivelato particolarmente efficace: Raid Lanterna, specifico per gli spazi  aperti; in aggiunta spray per i più sensibili alle punture.
- Nelle settimane precedenti alla festa ho fatto scorta fra le varie offerte proposte dai supermercati della zona: ho comprato così vino, succhi, spumante, piatti e posate, ma anche sottaceti e patatine...contenendo notevolmente il budget di spesa.
- Ho organizzato una piccola mostra dei miei ultimi lavori. Perchè volevo che ci fossero anche le mie "creature" a far festa con me.
E ho fatto un piccolo gioco. Chi mi donava una parola, o un pensiero scritto su un pezzetto di carta velina avrebbe ricevuto un cartoncino con un numero. Alla fine della serata Daniele, il più giovane fra noi, ha estratto fra i numeri della tombola il vincitore: il "13" che si è portato a casa il quadro che avevo deciso di mettere in palio. I foglietti di carta con le parole andranno invece a dar vita ad una nuova creatura...
- Non volendo passare il giorno del mio compleanno in cucina ho preparato - il giorno prima - solo i dolci (2 tiramisu giganti) ed un insalata di riso...
Il dolce è avanzato nonostante le porzioni generose, i cibi salati sono stati appena sufficienti perchè alcune persone all'ultimo momento non hanno potuto contribuire con il cibo. Consiglio: accettare le proposte di aiuto ma preparare una base alimentare più ampia di quella che avevo predisposto io!
- Per evitare per quanto possibile gli sprechi oltre il classico pennarello per segnare il nome sui bicchieri ho aggiunto etichette anche ai piatti...
- Visto la vicinanza dello spazio che avevo scelto con le case ho deciso di non utilizzare musica amplificata; la musica non è comunque mancata in quanto Anna Maria e Martina ci hanno regalato la loro voce; la chitarra di Pino ha fatto il resto.
Facendo così non mi sono stressata e ho avuto la festa che veramente desideravo.
Se avessi avuto più tempo avrei aggiunto:
- Raccolta di foto, scannerizzazione e successiva proiezione....per ricordare tutto quello che la mente ormai non tiene più dentro...
- Oltre il quadro altri premi fai da te e un piccolo pensiero per tutti....
- Oltre al vino e ai succhi qualcosa d'altro, magari una sangria
- Più attenzione al cibo - anche se per fortuna siamo tutti supernutriti- magari con l'aggiunta di frutta fresca.
P.s.: tutte le foto di questo post sono di Massimo Prete.
Grazie, Massimo! Bravo, generoso e insostituibile. Come sempre.








venerdì 27 luglio 2012

50 E SPICCIOLI

Ebbene si. Giro di boa. 50 anni e tre giorni. Più o meno. E felice. Parecchio. Che solo ora riesco a mettere in fila due parole due. Felice per tutto il tempo denso e importante vissuto finora. Per gli abbracci e l'amore che ho scambiato. Per le trasformazioni. Perché per anni mi sono sentita in ogni situazione il "Brutto Anatroccolo" e invece ora finalmente sto bene: nel mio corpo da ragazzina, nel mio cuore tenero che continua ad emozionarsi per un niente, nella forza che non ho più paura di mettere in gioco, nel desiderio di fare qualcosa che lasci un segno del mio passaggio in questa dimensione.
Non ho più bisogno di nascondermi. Tempo per la luce.
Tempo per dire grazie alla mia "STELLA", che ho sempre sentito con me - netta,  luminosa - a guidare i passi del mio destino.
E a tutti gli amici. Tanti, cari, belli e unici, senza i quali - anche questa è una certezza - non sarei qui, seduta su un divano rosso, in un mattino pieno di luce d'estate, a godere di tutta questa gioia e libertà.

GRAZIE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!



venerdì 13 luglio 2012

A SCANDICCI CRISTICCHI E I MINATORI DI SANTA FIORA. CANTI DI MINIERA, D'AMORE, VINO E ANARCHIA.

Una sera d'estate, un parco cittadino, sedie di plastica bianche tutte uguali e altre portate da casa  a punteggiare il prato davanti al palco. Tanti anziani; un piacere grande incontrare fuori chi spesso immagini catturato solo dal televisore. Tre chitarre, un basso e una fisarmonica. Fazzoletti rossi, annodati intorno al collo. Voci di uomini e un ragazzo lungo lungo, con un cesto di capelli e gli occhiali un pò spessi che sembra non del tutto cresciuto - una spanna indietro - ancora nella fanciullezza e nel sogno. Non conoscendolo, con quell'aria un pò stralunata, quasi fai fatica a prenderlo sul serio. E invece è bravo, proprio bravo. Canta e racconta, con la sua voce potente e rotonda. Racconta e canta. Al centro il lavoro dei minatori: il buio dei cunicoli, il caldo assoluto e il freddo glaciale, la fatica infinita, il pericolo immediato delle esplosioni e quello subdolo della polvere che si annida nei polmoni e li rende "duri come pietre". Alle spalle la Maremma con i suoi canti, l'amore e l'anarchia, le stagioni della vita e la forza degli affetti. A condividere equamente la scena il Coro dei Minatori di Santa Fiora che da alcuni anni lavorano insieme per recuperare le tradizioni popolari della loro terra. Uno spettacolo caldo, familiare, profondo e divertente. Pieno di ritmo. Una bella occasione per scoprire il lavoro di Simone che non avevo mai incontrato. Un regalo grande di questa bell'estate!

venerdì 6 luglio 2012

VENIVAMO TUTTE PER MARE

Mi piaciuto molto questo libro. A partire dalla copertina: una giovane donna è ritratta dall'alto, distesa su una stuoia. Si vede solo una parte del viso. La mano destra gioca con i capelli. Neri, sciolti, lucenti; fluttuano in un mare immaginario. Donna e Sirena.
Gli occhi guardano oltre, verso un futuro o un passato. Oltre. 
L'autrice si chiama Julie Otsuka. E' nata in California, pronipote forse di una di quelle donne di cui questo libro, lieve e prezioso, narra la storia. 
Siamo all'inizio del novecento. Ragazze, anche giovanissime, lasciano il Giappone: vengono dalle città o da sperduti villaggi, abbandonano famiglie, innamorati, qualche volta figli che non rivedranno più. Nel loro bagaglio kimoni colorati per ogni occasione, piccoli budda, fogli di carta di riso e barrette d'inchiostro nero per scrivere a casa. Libri: "Venite, giapponesi, Consigli per andare in America, Dieci modi di far felice un uomo". Vanno a sposarsi. I ritratti dei futuri mariti appesi al collo, o riposti dentro la manica del kimono. Uomini conosciuti solo in foto appunto, che spesso, troppo spesso, avevano mentito loro: "Ho comprato una bella casa. Potrai piantare i tulipani in giardino. Gestisco un albergo. Sono alto un metro e settantanove centimetri...". Ad attenderle, il più delle volte esseri abbrutiti dalla fatica e dalla solitudine, violenti ed esigenti. Ed una terra tutta diversa, che non li vuole, dove il razzismo è duro, compatto e l'unico modo per continuare a vivere sembra quello di diventare invisibili e lavorare, lavorare, lavorare. Senza sosta, giorno dopo giorno. Nei campi, nelle lavanderie di JapanTown, come domestiche nelle case dei "bianchi".
Lavorare, partorire figli che presto vorranno dimenticare da dove vengono. Sognare: una casa tutta bianca, un bagno caldo, fiori nel giardino...Poi ci sarà Pearl Harbour e la guerra spazzerà tutto, anche il più piccolo dei sogni.
Julie Otsuka ha raccolto  - con una scrittura scarna ed emozionante, senza sentimentalismi, piena di ritmo - i frammenti di vita di tante donne diverse e ne ha ricamato la storia su un unico canovaccio. Ogni voce un punto preciso e nitido. Ogni punto legato all'altro. I volti, le mani, le paure e le speranze di decine di esistenze riemergono attraverso il suo lavoro su queste pagine. Una popolo di sorelle venute da lontano a parlarci di sé, raccontarci della fatica del vivere, dell'ingiustizia del mondo, ma anche dell'immensa e inarrestabile forza del femminile. 
Un libro importante anche per immaginare cosa vuol dire lasciare la propria terra e le proprie radici. Lo consiglio a tutti di cuore.


lunedì 25 giugno 2012

OGGI, ANCORA


Oggi è un nuovo giorno.
Oggi mi rinvento.
Oggi provo ad imparare, ancora.
Oggi provo a non aver paura.
Oggi provo a risentire quello che è importante, davvero.
Oggi provo a guardare, e ascoltare, sorridere e parlare...
Oggi provo un passo di tango.
Oggi provo ad essere felice.
Oggi provo ad amare.
Oggi mi abbraccio, con fiducia e tenerezza.
Oggi è il mio primo giorno d'estate.
Oggi riapro il respiro e lascio scorrere il sangue.
Oggi mi rimetto in Viaggio.

venerdì 8 giugno 2012

ANNA MARIA BARTOLINI IN MOSTRA ALLA BIBLIOTECA DI BAGNO A RIPOLI

Sotto un gazebo profumato di gelsomino ieri pomeriggio eravamo in tanti intorno ad Anna Maria Bartolini all'inaugurazione della sua nuova mostra "L'immagine Complice. Pittura e Parola", visibile presso la sala conferenze della Biblioteca Comunale di Bagno a Ripoli fino al prossimo 7 luglio.
Anna Maria è alta, magra, i tratti importanti e un pò maschili. Il corpo fronteggia da molto tempo la malattia e i movimenti sono un pò insicuri ma gli occhi - azzurri, intensi, pieni di ironia - trasmettono grande forza e determinazione. Continua a dipingere, per lo più con i pastelli che le permettono di lavorare seduta. Nonostante la fatica. Con l'esigenza di una vita. Anna Maria è schiva - anche se di sé dice di essere una chiaccherona - ringrazia le curatrici della mostra Luisella Bernardini e Antonella Ortolani, i familiari e gli amici che le sono stati vicino, e spende poche parole per le sue cose. Chiede a loro di parlare.
Ho visitato la mostra di soppiatto, nella penombra, prima che fosse ufficialmente aperta perché dovevo scappare ad un'altra inaugurazione ma conto di tornare con maggiore calma.
L'autenticità e la forza vitale del suo lavoro mi hanno molto colpito e sono arrivate dritte al cuore.
Opere figurative spesso ispirate dalle parole di grandi autori: Il Maestro e Margherita di Bulgakow, Pinocchio, le poesie di Mario Luzi, i personaggi dei Miti. Dipinti ad olio, incisioni, disegni. Colori intensi e pur rarefatti. Molta astrazione ed, insieme, concretezza. Terra. Radici, àncore, essenzialità e sguardo sempre rivolto un pò oltre. Sogno lucido e scanzonato. Ricerca dell'anima del mondo. Del centro. Del mistero. Con curiosità e senza prendersi troppo sul serio.


ANNA MARIA BARTOLINI
L'IMMAGINE COMPLICE. PITTURA E PAROLE.
Biblioteca Comunale di Bagno a Ripoli
7 giugno - 7 luglio 2012
Via di Belmonte, 38
Orario: qui
Tel. 055/645879-81
e-mail:biblioteca@comune.bagno-a-ripoli.fi.it

giovedì 7 giugno 2012

OGGI


Oggi mi sono finalmente alzata riposata, dopo notti di sonno agitato...profumo di gardenia nella stanza.
Oggi ero libera dal lavoro e sono potuta andare a correre di mattina presto, con l'aria ancora frizzante; equilibrio e forza di una qualità diversa, dono delle lezioni di Feldenkrais.
Oggi ti ho visto arrivare dal fondo della Piazza: scanzonato, leggero, ancora ragazzo, dentro e fuori, e ti ho desiderato.
Oggi ho fatto un lungo viaggio in autobus; non so più niente di fermate, linee, percorsi e mi sono sentita turista nella mia città.
Oggi ho conosciuto una pittrice. Si chiama Anna Maria Bartolini. Ma di lei parlerò domani...
Oggi sono andata all'inaugurazione della Mostra "Premio della Bottega di Merlino" a cui ho partecipato. Da sola. Emozionata e silenziosa. Sono rimasta un pò male a vedere la mia creatura nella posizione più disgraziata dell'esposizione. Mi è tornata sulla pelle la vecchia sensazione di non avere un posto, di essere sempre "in più". 
Oggi mi è venuto in aiuto Mauro, anche lui presente con una sua opera. Mi ha chiesto del mio lavoro e raccontando mi sono resa conto che alla fine non era molto importante dove il quadro fosse stato collocato. Era importante averlo fatto e anche averlo portato fin lì a mescolarsi con gli altri, a riceve l'energia degli sguardi di altre persone, a dire qualcosa se è ne capace, oppure a stare zitto e a parlare solo al mio cuore che da quando lui è nato è diventato un pò più leggero.
Oggi sono stata nello studio di Mauro, sui tetti, e mi sono sorpresa: quanti modi possiamo avere per esprimere quello che siamo!
Oggi ho avuto voglia ricominciare a scrivere qui perchè è una giornata speciale e io sono felice.